Chiaravalle (Mi) - Abbazia di Chiaravalle

Chiaravalle (Mi) - Abbazia di Chiaravalle - in data: 08.08.2020.
Situata in Chiaravalle - Via Sant'Arialdo, 102 - 20139 Milano (Mi)

Tel. 02 57403404

L'Abbazia di Chiaravalle è un'Abbazia Cistercense nel comune di Milano, ed è la seconda Abbazia Cistercense fondata in Italia, esattamente nel 1135. L'inizio della costruzione, avviene quindi circa un anno dopo la fondazione dell'Abbazia di Morimondo.

Il costo del biglietto di ingresso con visita guidata della durata di circa 60'; è di 10€ per gli adulti, non ho notato eventuali prezzi ridotti.

Per ogni necessità riferitevi ad Info Point è ubicato nell'Abbazia, guardando la facciata della chiesa, sulla destra. Fornisce informazioni sui servizi e sul territorio, organizza le visite al complesso con guide dell'Abbazia, raccoglie le prenotazioni di gruppi, scuole e tour operator.
Per contatti: ( infopoint@monasterochiaravalle.it )

L’Abbazia di Chiaravalle Milanese, fondata da San Bernardo di Clairvaux nel 1135, è uno tra i più importanti complessi monastici italiani, situato in Milano all’interno del Parco Agricolo Sud Milano. Ancora oggi popolata dalla tradizionale comunità monastica cistercense circa 25 monaci in totale. E' un luogo di considerevole valore spirituale e di assoluto rilievo dal punto di vista storico, artistico e culturale. Il complesso rappresenta una meta turistica di pregio, il cui valore è stato notevolmente incrementato negli ultimi anni grazie ad interventi di restauro e di valorizzazione.

Ottimamente conservata, grazie a recenti lavori di restauro, alcuni dei quali tutt'ora in corso d'opera. La chiesa costituisce uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia, e grazie alle bonifiche dei terreni e alle opere idrauliche effettuate dai monaci nel corso dei secoli, fu fondamentale per lo sviluppo economico della bassa milanese.

Dopo circa un secolo di lavori la costruzione del monastero venne terminata e il 2 maggio 1221 l’Arcivescovo Enrico Settala consacrò la chiesa abbaziale. Il monastero divenne ben presto il fulcro di una florida azienda agricola, irrigata da una rete di rogge alimentate dalla Vettabbia, le cui acque erano sfruttate anche per azionare i mulini utilizzati per macinare il grano, come quello adiacente all’abbazia restaurato nel 2009 per finalità produttive e didattiche.

Nel 1447 la nomina a commendatario di Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro, avviò una nuova fase di ampliamento e decorazione. Durante il periodo rinascimentale lavorarono all’abbazia artisti come Donato Bramante – autore del Cristo alla Colonna oggi a Brera – e Bernardino Luini, con la Madonna con Bambino e due angeli musicanti, al termine della scala che conduce al dormitorio, dal transetto destro.

Dopo la soppressione e l'abbandono pressoché totale avvenuto nel 1798 il complesso subì una serie di demolizioni, tra cui quella del chiostro bramantesco distrutto per far posto alla linea ferroviaria Milano-Pavia-Genova, che transitava fino al 2008 a pochi metri dall’abside. Nel 1894 iniziarono graduali lavori di restauro, proseguiti dopo il rientro dei monaci Cistercensi nel 1952. Rientro all'Abbazia voluto dall'allora Card. Schuster.

Il portale d’accesso, che rammenta il fulgido periodo di Ascanio Sforza, introduce alla foresteria e alla cappella quattrocentesca di S. Bernardo, detta anche “ Cappella delle donne” perché destinata alle donne che secondo la regola non potevano recarsi nella chiesa abbaziale se non nel giorno della festa della Dedicazione. Nella cappella possiamo ammirare affreschi importanti come l’Adorazione dei Magi, S. Michele, Vergine in adorazione del bambino, di Pittore lombardo anonimo, e Cristo davanti a Pilato, attribuito dapprima al pittore fiammingo Hjeronymus Bosch, e successivamente allo svizzero Hans Witz.

Io sono rimasto veramente colpito dal ciclo di affreschi, di scuola Giottesca o con influenze riconducibili al maestro toscano. La serie di affreschi sono rappresentativi della " Annunciazione alla Madonna ", da parte dell'Angelo. In questo caso non una annunciazione per la nascita del figlio Gesù, bensì della morte della Madonna stessa. Posti in alto al centro della Chiesa, non sono facilmente visibili, nonostante le importanti dimensioni. Sono abbastanza ben conservati, e sono un piccolo " ciclo " in quattro " freschi " probabilmente datati tra il 1400 e la fine del 1500.

Si potrebbe scrivere ancora molto, ma vi rimando ai siti specializzati e dedicati all'argomento specifico. Personalmente come tanti altri posti visitati in questa estate nel segno del Covid-19; suggerisco una visita in un posto molto vicino a Milano. I tesori della nostra Italia, sono spesso molto vicini a casa nostra. Molto più di quanto non immaginiamo.

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