Morimondo (Mi) - Abbazia di Morimondo

Morimondo (Mi) - Abbazia di Morimondo - in data: 01.08.2020.
Situata in Morimondo (Mi) - 20081 Morimondo (Mi)

Tel. 02 94961919


L'Abbazia di Morimondo è un'Abbazia Cistercense che dista pochi chilometri da Milano, ed è la prima Abbazia Cistercense fondata in Italia, esattamente nel 1134.

Il costo del biglietto di ingresso con visita guidata della durata di circa 60';  è di 8€ per gli adulti, il ridotto di 7€.

Il Sabato pomeriggio e la Domenica pomeriggio si effettuano visite guidate agli ambienti monastici sui quattro livelli della Abbazia,  alle quali ci si può aggregare previo pagamento del biglietto di ingresso al monastero.  E’ consigliata la prenotazione qualche giorno prima della visita via mail:  fondazione@abbaziamorimondo.it oppure chiamando la segreteria al nr.: 02 94961919. 
  • Il Sabato pomeriggio viene effettuata una sola visita guidata con orario inizio alle ore: 15.00. Se presenti molti visitatori, viene replicata alle ore: 16.00 una successiva visita.
  • Le visite Domenicali vengono replicate nel corso del pomeriggio al formarsi di un gruppo di visitatori (circa ogni mezz'ora) *** telefonare per conferma.
Il piccolo paese di Morimondo, è stato inoltre inserito tra i borghi più belli d'Italia. Il " Borgo " del piccolo paese che conta complessivamente circa 400 abitanti, è veramente affascinante, vi si respira un'atmosfera d'altri tempi. Ristrutturato da non molto, è il corollario ideale all'Abbazia Cistercense, con piste ciclabili e possibilità di passeggiate a piedi. Un'oasi verde nell’area più industrializzata e urbanizzata d’Italia. Non ci si crederebbe, se non fosse che è reale e facilissimo da raggiungere e visitare. Nel cuore del parco regionale della Valle del Ticino, nel tratto da che da Abbiategrasso porta alla Zelata. Un'area che conserva ancora integra la vocazione agricola. Cascine con orti o terreni coltivati a riso, mais, grano....... insomma un sito ideale per una bella giornata anche con i bambini.  Fontanili, marcite, risaie; e poi pioppeti, ontaneti, campi che si susseguono quasi a perdita d'occhio. A Morimondo esistono peraltro ancora 14 cascine, alcune delle quali derivano direttamente dalle Grange fondate dai cistercensi. 

Segnalo la preparazione e professionalità della guida " Gabriella " che ci ha accompagnato, spiegando approfonditamente ciò che vedevamo, e rispondendo gentilmente anche alle domande e curiosità dei visitatori.

La storia di Morimondo è lunga circa 900 anni, non è semplice fare un sunto della stessa. Quindi a seguire indico i fatti salienti, dalla costruzione all'avvento di Giovanni de' Medici. Rimandando per ulteriori informazioni ad una visita all'Abbazia, che è certamente più completa ed esaustiva.
Nel 1134, dodici monaci, sotto la guida dell'abate Gualcherio, provenienti dal monastero di Morimond in Borgogna, arrivarono a Coronate, nella valle del Ticino, per stabilirvi una comunità monastica. Due anni dopo si spostarono in una località vicina, avendo avuto in dono un appezzamento di terreno paludoso, chiamata Faruciola. Vi si insediarono definitivamente erigendovi il monastero. Lentamente bonificarono l'area adiacente al Ticino, realizzarono canali di irrigazione e la trasformarono in una tutt'ora fertile area agricola con coltivazione a marcite. Federico Barbarossa, legato al monastero per merito dello zio che era stato abate di Morimond, concesse a Morimondo protezione ed importanti benefici, che furono per l'abbazia stimolo ed occasione di ulteriore sviluppo. Nel 1182 i monaci diedero inizio alla costruzione della chiesa abbaziale, che è ritenuta il primo esempio di stile gotico in Italia ed è tra le più antiche abbazie cistercensi. I lavori, però, a causa prima di rimostranze da parte del parroco di Casorate, poi di assalti e scorrerie devastanti da parte di gruppi armati legati al comune di Pavia; si protrassero per lungo tempo tanto che la chiesa venne inaugurata solo nel 1297. In seguito a varie donazioni di terre, l'abbazia ebbe la sua fase di massimo splendore tra il XII e il XIV secolo. Il patrimonio dei monaci raggiunse le 32 mila pertiche di coltivato e le 9 mila di bosco. Gran parte dei territori circostanti l'abbazia era di proprietà della chiesa. Notevole il numero di grange e mulini, di case, di cascinali, di cascine e di edifici di servizio. Verso la metà del '400, con la trasformazione in commenda a opera di Giovanni Visconti, iniziò la decadenza dell'abbazia. Nel 1490 Giovanni de' Medici, abate commendatario, inviò al monastero dei monaci fiorentini della Badia di Settimo nel tentativo riuscito di recuperarlo e riportarlo all'originaria spiritualità nell'ambito di un progetto di riforma.

Architettura
All’esterno si presenta uno stile tipicamente cistercense con contorni netti e geometrici, particolarmente accentuati nella forma rettangolare dell’abside. Essi permettono di individuare la distribuzione delle navate, la pianta a croce latina e nel transetto le due cappelle per ciascun braccio. All'incrocio del transetto con la navata centrale si trova un tiburio ottagonale. La torre campanaria, secondo la regola cistercense, conteneva una sola campana, la cui corda pendeva attraverso un foro della volta, nell'antico coro dei monaci collocato al centro della chiesa.
La facciata è sporgente nella parte alta al di sopra del tetto, con caratteristiche finestre, che danno un senso di leggerezza ed eleganza per il contrasto tra il colore del cielo e il rosso dei mattoni. In alto, è decorata da bacini ceramici policromi disposti a forma di croce, con iscrizioni in arabo e da archetti pensili. Questi motivi, forse a simboleggiare la comunione dei santi, erano tra i più caratteristici dell’architettura lombarda del tempo. L’interno, con la totale mancanza di decorazioni, affreschi, pitture, ecc..... esalta l'armonia delle proporzioni, l'eleganza nelle opere murarie nonostante la povertà dei materiali (mattoni di argilla), richiama sia l'essenzialità tipica delle costruzioni cistercensi che una chiara influenza gotica, nell’elevazione, nell’uso della volta a crociera e dell’arco a sesto acuto, le quali si combinano con archi a tutto sesto e possenti colonne documentando il persistere di un legame con la tradizione romanica.
Le navate sono divise da colonne di forma diversa sopra le quali si trovano colonnette che appoggiano su capitelli di pietra chiara. La parte absidale è stata sopraelevata per volere di San Carlo, poco dopo la visita pastorale del 1573, poi è stata ulteriormente decorata nel Settecento e quindi non è più corrispondente al disegno originario. Tra le opere d’arte troviamo il coro ligneo, l'acquasantiera formata dall‘originario lavabo del chiostro del secolo XIII°/XIV° e, in una nicchia sempre a destra, il crocifisso ligneo da datarsi alla seconda metà del secolo quindicesimo, attribuibile forse a un maestro toscano.

In conclusione un bellissimo posto, INUTLE dire che consiglio a tutti di andare a vedere questo gioiello incastonato nella pianura. La visita guidata è molto utile ed interessante per capire il contesto. e la suggerisco ovviamente. Credo ritornerò spero con più tempo a disposizione.